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Economia circolare

Aggiornamento: 11 ago

L’economia circolare, o comunque un’economia che permetta di conservare quanto più possibile le risorse del pianeta, sarà obbligatoriamente l’economia del futuro. Per molti anni l’uomo è stato disattento, dannoso e irrispettoso nei confronti del pianeta e ora è costretto inevitabilmente a cambiare il suo comportamento.

Che cos’è l’economia circolare?

L’economia circolare è un sistema economico in cui nulla è sprecato ma al contrario ogni rifiuto diviene una risorsa per produrre altri output che daranno luogo ad altri scarti esclusivamente biodegradabili che a loro volta diverranno gli input del successivo processo circolare, senza mai generare materiali indistruttibili; si crea quindi un’economia auto-rigeneratrice di sé stessa.

In questo modo ogni scarto verrà riutilizzato, minimizzando, se non azzerando gli sprechi. L’economia circolare si basa, infatti, su 3 R, ossia le iniziali di tre verbi fondamentali:

  1. Ridurre: riduzione dell’utilizzo di risorse per la produzione di quel bene, in tutte le fasi produttive;

  2. Riciclare/Riusare: recupero  delle risorse provenienti dal prodotto finale, ma anche dalle varie fasi del processo produttivo, che vengo reimmesse nel ciclo produttivo oppure riutilizzate;

  3. Riparare: ulteriore uso di risorse grazie alla riparazione del bene. 


Proprio su quest’ultimo punto la Microsoft si sta muovendo per rafforzare e semplificare il right to repair  per far sì che i clienti possano riparare autonomamente i prodotti precedentemente acquistati. Per far ciò, i prodotti devono essere rivisti e accompagnati da istruzioni adeguate per la reinstallazione dei pezzi. In tal modo i prodotti avranno ovviamente una maggiore durata e impatteranno meno sull’ambiente. 

Un esempio lampante è il telefono Fairphone 4 dell’omonima azienda belga. Questo telefono ha la particolarità di poter essere riparato su diversi fronti, tra cui: display, batteria, altoparlanti con tradizionali cacciaviti. È certificato con “certificazione TCO” con punteggio 9,3/10.

Vantaggi e svantaggi dell’economia circolare

economia circolare

È sicuro che l’economia circolare porti solo a vantaggi? Senza dubbio tra i benefici apportati troviamo:

  1. Applicabilità in tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione

  2. Ottimizzazione dell’uso delle risorse impiegate

  3. Meno spreco di risorse

  4. Risparmio sui costi delle fonti utilizzate

  5. Spinta al miglioramento e alla competitività

  6. Aumento dei posti di lavoro se bene implementata

  7. Uso di economie di condivisione che concorrono alla sostenibilità ambientale

Minori invece gli svantaggi:

  1. Il riciclo ha purtroppo un termine

  2. Costi per il riciclaggio nel breve termine

  3. Richiesta di incentivi per la transazione

Il motivo principale per cui non si è ancora giunti ad un effettivo cambio di rotta, oltre agli incentivi, è una cultura ancora radicata all’economia lineare che invece fa leva su una disponibilità pressoché infinita delle risorse e dunque ad una elevata produzione di beni, per di più di breve durata vitale.

In Italia, la situazione è molto positiva se si confrontano i suoi risultati con quelli di altre nazioni europee, ad esempio circa il riciclo dei rifiuti.

Alcuni esempi di economia circolare

Molte aziende stanno cambiando i loro piani gestionali per venire incontro agli obiettivi di sostenibilità ambientale. Tra queste ci sono Jules, operante nel settore dell’abbigliamento, che permette di dare una seconda vita ai vestiti, addirittura trasformandoli in prodotti di mobilio.

Un’azienda italianissima dei F.lli Aceto invece si occupa di trasformare i kiwi in chips, seguendo le leggi dell’economia circolare e dove anche la buccia viene riutilizzata nel processo.

Anche Mutti recicla parte degli scarti a favore degli allevamenti e così anche Loacker che invece dalle materie non utilizzabili, ne ricava del combustile.

Economia circolare e logistica

Quando si pensa all’economia circolare, in genere viene in mente il ciclo produttivo di un bene e ai suoi scarti, ma in realtà la si può trovare anche nei servizi.

Nel caso della logistica, ad esempio, di fondamentale importanza è la sharing economy. Attraverso quest’ultima infatti è possibile condividere magazzini, aree per scarico e carico di merci o mettere a punto dei percorsi che minimizzino il consumo di carburante, puntando al km 0, e diminuiscano il costo del personale.

Gli stessi consumatori sono ora più attenti, sia a ciò che acquistano come prodotto, sia a ciò che sta dietro a tutta la produzione delle stesso, nonché alla qualità dell’eventuale assistenza.

Con l’avvento degli ecommerce, anche tutto il sistema di logistica dei resi deve essere ottimizzato, come ad esempio ha già fatto Amazon, aumentando i punti di raccolta e snellendo i flussi degli ordini.

In questo contesto, startup innovative come SiWeGO, possono contribuire al miglioramento dei sistemi di logistica facendo diminuire drasticamente tutti i costi di trasporto legati ai prodotti/servizi. Ovviamente questo si traduce in un risparmio, non solo per l’azienda ma anche per il cliente. Trasporto, imballaggio, personale e gli altri costi legati alla logistica, se rivisitati secondo un’ottica di economia circolare possono davvero essere cruciali per il benessere ambientale.


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